Alice nella città, Il futuro siamo noi racconta i bambini che stanno salvando il mondo

José Adolfo è peruviano, ha 13 anni e da quando ne aveva 7 ha fondato una banca ecologica che sensibilizza i bambini a riciclare i rifiuti. Arthur, 10 anni, vive invece in Francia e ha deciso di vendere i suoi dipinti per aiutare i senzatetto. Sono solo due delle straordinarie storie vere raccontate nel documentario Il futuro siamo noi di Gilles de Maistre, il regista del campione d’incassi Mia e il leone bianco, presentato ad Alice nella città e in uscita in sala il 19 novembre, in occasione della Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia.

Da trent’anni De Maistre gira il mondo per testimoniare nei suoi premiatissimi reportage guerre, carestie, violenze e situazioni di marginalità che spesso coinvolgono proprio i bambini. Stavolta, però, voleva che il punto di vista fosse il loro. Così, ha scovato grazie a internet alcuni dei tanti bambini coraggiosi che lottano ogni giorno per cambiare tangibilmente il mondo con le loro azioni. È andato nei loro paesi, dal Perù all’India, non solo per raccontare la loro vita ma soprattutto per ascoltare le loro parole.

Si parte allora dalla banca ecologica di José, che permette ai bimbi di aprire un conto portando almeno 5 chili di rifiuti riciclabili e di tenerlo aperto con un chilo al mese, ricevendo come ricompensa una piccola somma in denaro, e si arriva in Guinea dove la dodicenne Aïssatou si batte per contrastare la tradizione (oggi illegale, ma ancora praticata) delle spose bambine. E poi c’è Heena, undicenne di Nuova Delhi, che dà voce ai bambini di strada come lei scrivendo su un giornale pensato e distribuito da ragazzi, Balaknama. I boliviani Kevin, Jocelyn e Peter, tra i 10 e i 13 anni, si battono per l’uguaglianza dei diritti dei bambini lavoratori come loro in un sindacato: in Bolivia, i minori lavoratori sono più di un milione.

De Maistre accompagna di bambini con discrezione, cercando di allontanare la retorica e di mettersi al servizio del loro bisogno di comunicare la propria battaglia. Il futuro siamo noi apre una preziosa finestra sui tanti modi di essere bambini nel mondo, ma a toccare il cuore è soprattutto la straordinaria consapevolezza e sensibilità di questi ragazzi. Come di fronte al documentario di Nathan Grossman su Greta Thunberg, presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, viene da pensare che i giovani di oggi hanno un coraggio speciale che gli adulti hanno perduto. Se non possiamo uguagliarli, possiamo almeno sostenerli: perché stanno migliorando il mondo per tutti, anche per noi.

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