American Rust: il sogno americano si sgretola tra le mani di Jeff Daniels. La recensione

Nella decadente cittadina di Buell (Pennsylvania), si muovono personaggi sconsolati e annichiliti alle prese con vite vuote e arrugginite. American Rust, la nuova serie di Showtime arrivata in Italia dal 25 ottobre su Sky e Now, mette in scena il definitivo sgretolamento del sogno americano.

Lo fa ambientando le vicende nella “cintura della ruggine” (Rust Belt) degli Stati Uniti, quei territori un tempo ricchi di industrie del carbone e delle auto poi diventati teatro di fenomeni come il declino economico, lo spopolamento e il decadimento urbano dovuti alla contrazione del settore industriale. È la zona compresa tra i monti Appalachi settentrionali e i Grandi Laghi, quella risultata critica e decisiva per la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2016.

Non ci sono echi elettorali però nella serie di Dan Futterman (sceneggiatore di Truman Capote, In Treatment, Foxcatcher e The Looming Tower), solo una cittadina mono colore – ovviamente ruggine – e i suoi abitanti. Tra questi c’è anche Jeff Daniels, disilluso capo della polizia di Buell che sposta continuamente la linea dell’etica per aiutare il figlio della donna di cui è innamorato (Maura Tierney, Golden Globe per The Affair), coinvolto in un brutto caso di omicidio che Del Harris cerca di depistare. 

Il ruolo di Daniels qui è complementare al monologo di The Newsroom che ha rilanciato la carriera dell’attore: alla cinica visione dell’America moderna raccontata nella serie di Aaron Sorkin, aggiunge qui il carico drammaturgico del meraviglioso Frank Griffin di Godless e soprattutto la sua infanzia in una famiglia operaia.

L’ossatura poliziesca di American Rust (QUI il trailer) è solo un pretesto per mettere in scena un dramma storico-sociale tutto sulle spalle dei personaggi – la specialità della casa di Showtime, da Ray Donovan a Shameless, Billions e il citato The Affair – e che certifica come del sogno americano non resti altro che polvere di stelle. La mitologia a stelle e strisce si schianta contro la realtà di una classe operaia sedotta e abbandonata, ma costretta comunque ad andare avanti.  




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