#CA20 – GLI ANNI VERDI, tre eroi inconsueti

Lottare quotidianamente contro l’inquinamento, contro l’incuria, contro le ingiustizie perpetrate nei confronti dell’ambiente (e di chi lo abita): probabilmente l’immagine dell’eroe, perché così forse è giusto chiamare chi dedica la sua vita a tali fini, non corrisponde al “fisico del ruolo” dei tre co-protagonisti de “Gli anni verdi” di Chiara Bellini. Anziani, non propriamente scultorei, ma caparbi determinati e agguerriti come pochi.

Giunti alla pensione, i tre amici si sono dedicati anima e corpo al ruolo di “guardiani della terra” in una zona, il frusinate, davvero funestata da sconquassi ecologici, tra aziende inquinanti, inceneritori mal gestiti e discariche (più o meno) abusive. Ce n’è per riempire le giornate dei nostri guardiani, che ormai sono preparatissimi sulla materia, sanno riconoscere ogni situazione e agire di conseguenza (contattano le autorità, registrano prove per sicurezza, seguono i vari procedimenti…).

Onore alla regista di aver saputo individuare la perfetta chiave del racconto, alternando i momenti di denuncia (e di sconforto, loro e di chi guarda, per una situazione davvero tremenda e un vuoto istituzionale grave) ad altri più leggeri, costruiti con il montaggio e l’uso delle musiche. La speranza non muore, insomma, anche in condizioni difficili: finché avremo tre sentinelle come loro, di sicuro. Nella speranza che non rimangano a lungo così soli…




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