Dalla Corea con furore: la recensione di The Gangster, The Cop, The Devil

La città è in subbuglio a causa di un brutale killer (Kim Sung-kyu) che si aggira di notte massacrando dei poveri malcapitati: lui non ruba nulla e non ha particolari ragioni; semplicemente, gli piace ammazzare la gente. Sulle sue tracce c’è il burbero poliziotto Jung (Kim Moo-Yul), che nel frattempo, sta anche cercando d’incastrare un temuto boss della malavita, Jang (Ma Dong-seok, che prossimamente vedrete in Eternals della Marvel). Proprio quest’ultimo, una sera, viene preso di mira dal killer, sopravvivendo per un soffio: assetato di vendetta, il gangster deciderà di unire le proprie forze col poliziotto per trovare l’assassino, stringendo un’atipica alleanza.
Lee Won-tae, qui alla sua opera seconda dopo Man of Will, realizza un solido thriller notturno tanto scorrevole quanto teso, dosando la necessaria carica di violenza e regalando agli spettatori più scene di adrenalinica azione; il tutto, con un umorismo di fondo sempre presente anche nei momenti più ansiosi, soprattutto nel rapporto tra i due insoliti alleati. C’è chiaramente un richiamo ai tanti polizieschi-noir di successo arrivati dalla Corea del Sud in questi anni (e pensiamo ai lavori di Kim Jee-woon e Na Hong-jin), ma a fare la differenza, qui, è proprio la presenza di un intruso come il gangster, a complicare ciò che in sostanza sarebbe solamente la storia di un detective che dà la caccia al solito pazzo omicida di turno. Se da una parte lo sguardo è quindi puntato sulla corsa contro il tempo per fermare l’assassino, dall’altra ad arricchire le possibilità narrative è la presenza di non 1, bensì 2 inseguitori: chi tra loro riuscirà a prendere il ricercato? E come finirà questo triangolo?
Armato di coolness a profusione e di interpreti carismatici (sì, il Diavolo poteva essere caratterizzato meglio, ma vedere Ma Dong-seok in azione è sempre qualcosa di euforico), The Gangster, The Cop, the Devil è puro intrattenimento per tutti i suoi 109 minuti di durata, un film che va dritto al sodo senza inutili digressioni o giri di parole, tanto cristallina nella sua premessa quanto godibile nella propria esecuzione.
Presentato Fuori Concorso all’ultimo Festival di Cannes, il film arriva in Italia all’interno di K-CINEMA, pacchetto che include altre 3 acclamate opere sudcoreane: Burning, Little Forest e A Taxi Driver.

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