Doctor Strange 2: Sam Raimi all’inizio non voleva dirigerlo. E tutto per “colpa” di Spider-Man 3

Il regista Sam Raimi ha ammesso che all’inizio non era affatto convinto di dirigere Doctor Strange 2, il cui titolo ufficiale è Doctor Strange in the Multiverse of Madness, sequel del film sullo Stregone Supremo interpretato da Benedict Cumberbatch e uscito nelle sale cinematografiche nel 2016.

Il motivo? Le dure critiche che Raimi ricevette nel 2007 per il suo Spider-Man 3, terzo film con Tobey Maguire della sua trilogia su Peter Parker e non esattamente il più amato dai fan e dalla critica, dopo l’accoglienza piuttosto trionfale dei primi due lungometraggi.

Regista del cult La casa con ampi trascorsi nell’horror e nel cinema di genere, cui ha regalato opere seminali insieme all’amico e attore feticcio Bruce Campbell, Raimi con Spider-Man 3 ottenne comunque un considerevole risultato al botteghino con 900 milioni rastrellati worldwide, ma gli strali piovvero davvero copiosi e, stando a quanto trapelato in seguito, Raimi fu costretto suo malgrado, e contro la sua volontà, a includere nella trama anche il Venom interpretato da Topher Grace.

Un’esperienza abbastanza dolorosa, che segnò anche la fine del legame tra Raimi e il mondo dei cinecomic, genere che lui stesso ha contribuito in modo decisivo a lanciare nell’empireo del successo planetario che si sarebbe poi consolidato poco dopo coi film del MCU.

In una recente intervista rilasciata ai microfoni di Collider, Raimi ha spiegato però cosa l’ha spinto a tornare sui suoi passi e ad accettare la regia di Doctor Strange in the Multiverse of Madness dopo l’abbandono di Scott Derrickson, regista anche del primo film su Strange, per divergenze creative con la produzione.

«Non sapevo se sarei stato in grado di affrontare di nuovo la cosa perché l’esperienza di Spider-Man 3 era stata davvero terribile – ha detto Raimi – Internet stava andando su di giri, alla gente non piaceva quel film e non hanno avuto problemi a farmelo sapere. Quindi è stato difficile riprendersi».

«Ho pensato: “Potrei farlo di nuovo? Sono davvero esigenti” – ha proseguito – Poi mi sono detto: “Beh, questa è una ragione sufficiente”. Mi è sempre piaciuto molto il personaggio di Doctor Strange».

Sam Raimi ha comunque espresso forti apprezzamenti per il lavoro del suo predecessore dietro la macchina da presa, spiegando che a suo dire Derrickson ha fatto «un lavoro meraviglioso, un lavoro incredibile, ha lasciato il personaggio in un luogo fantastico. Il suo lavoro mi ha spinto ad accettare l’offerta».

Con il finale della seconda stagione di Loki che apre al Multiverso e l’epilogo di WandaVision che spiana la strada per Multiverse of Madness, si può dire senza timore di essere smentiti che il nuovo film su Doctor Strange è pronto per la più grande sfida legata al personaggio, con enormi poste in gioco mai viste prima nei precedenti lungometraggi standalonedell’UCM in relazione allo Stregone Supremo.

I dettagli su Doctor Strange in the Multiverse of Madness sono per il momento abbastanza limitati, anche se si dice che contenga al suo interno degli elementi puramente horror. Inoltre, com’è noto, la miniserie Disney+ della Marvel WandaVision fungerà da introduzione al sequel, nel quale sarà coinvolto il personaggio di Wanda Maximoff aka Scarlet Witch interpretato da Elizabeth Olsen.

Scott Derrickson è ancora legato al film come produttore esecutivo, con Sam Raimi che dirigerà da una sceneggiatura scritta da Michael Waldron, già creatore di Loki. Il sequel vedrà la partecipazione nel cast di Benedict Cumberbatch, Benedict Wong, la già citata Elizabeth Olsen, Chiwetel Ejiofor, Rachel McAdams e Xochitl Gomez.

Doctor Strange in the Multiverse of Madness uscirà al cinema il 25 marzo 2022.

Che ne pensate delle parole di Sam Raimi? Ditecelo nei commenti! 

Foto: MovieStills, Marvel Studios 

Fonte: Collider

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