Due madri, una culla

La coppia più paparazzata, glam e invidiata del momento, ovvero Michael Fasbender e Alicia Vikander, sbarcano al Lido con il film che li ha fatti conoscere: The Light Between Oceans (da oggi anche nei cinema italiani, ndr), un melodramma in costume tratto dal romanzo omonimo di M. L. Stedman e diretto dall’esperto di emozioni forti Derek Cianfrance (Blue Valentine, Come un tuono). E’ la storia di un lui, una lei, un faro e un’isola deserta da qualche parte nei mari australiani. Di lui che è scampato alla macelleria della grande guerra ma è più morto che vivo. Di lei che è viva, vivente, una promessa di fertilità. Di loro che si sposano ma non figliano. O meglio: due gravidanze, due aborti. Poi dall’oceano arriva una barca alla deriva, dentro una neonata. La crescono come se fosse loro ma la vera madre si farà rivedere.
I due fidanzatini di Hollywood (ma lui è di origini tedesche, lei scandinave) vengono accolti in conferenza stampa da applausi climaticamente agli antipodi rispetto a quelli riservati ieri sera al film nel suo primo passaggio in sala, ovvero calorosamente.
Gli amanti del gossip però dovranno tornare un’altra volta, perché la coppia non si lascia scappare nulla di privato nemmeno per sbaglio. Distanti anche le sedie, di mezzo c’è Cianfrance.
Se non fosse per una domanda trabocchetto – maternità surrogata o naturale? – la conferenza scivolerebbe via tra gli sbadigli. Fassbender risponde: “Prima del genitore viene il bambino” e fa un figurone.
Per il resto Cianfrance ricorda di essere approdato al progetto come l’uomo del tunnel alla luce. “Come un tuono mi aveva svuotato. Senza idee, senza emozioni, senza niente di niente mi ero ormai arreso alla possibilità di poter fare un nuovo film con Spielberg e la Dreamworks. Poi da una pila di libri accatastati è uscito fuori questo, una folgorazione, un faro in tutto e per tutto”.
Il faro che illumina le ombre nella vita dei due protagonisti, diventato la scintilla del sentimento tra i due interpreti. Che però ricordano altro. La Vikander: “Ero nervosa, avevo la possibilità di lavorare con un regista che adoravo e un attore che ammiravo. Era una grande chance e non volevo sprecarla”. Fassbender: “E’ sempre bello vedere un attore che ha fame. Alicia era così e la ringrazio: senza di lei non sarei stato così sul pezzo, non avrei dato tutto”.
Pure questo è amore.
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