È morto Renato Scarpa: addio all’attore di Ricomincio da tre e Un sacco bello

È notizia di queste ore che l’attore milanese Renato Scarpa è morto improvvisamente nella sua casa di Roma all’età di 82 anni. Le autorità, intervenute subito sul posto, hanno ipotizzato al momento che si sarebbe trattato di cause naturali. 

Se ne va dunque un volto iconico e amatissimo del cinema italiano, nel quale aveva esordito alla fine degli anni ’60. I suoi primi lavori sono in realtà in ambito teatrale, dove aveva iniziato molto giovane con Franco Parenti e Aldo Trionfo al Piccolo di Milano. Fu poi notato dai fratelli Taviani, con cui ha lavorato per Sotto il segno dello Scorpione e San Michele aveva un gallo. 

Quando si pensa a Renato Scarpa però è impossibile non citare Ricomincio da tre, film di e con Massimo Troisi in cui interpretava il problematico Robertino. Ugualmente iconico è il suo ruolo di Sergio in Un sacco bello, lungometraggio nel quale intraprende un viaggio con Carlo Verdone per arrivare in Polonia – fallito a causa di un malore arrivato proprio mentre il duo raggiungeva il Raccordo Anulare. 

L’attore, nella sua lunga carriera, aveva lavorato anche con Marco Bellocchio, Matteo Garrone, Steno e Mario Monicelli – rispettivamente per Nel nome del padre, Il racconto dei racconti, La poliziotta e Un borghese piccolo piccolo. Nel 2015 aveva collaborato con Nanni Moretti sul set di Habemus Papam, dove interpretava uno dei cardinali che si vede anche nella famosa scena del torneo di pallavolo. 

Un volto più che noto dunque e amatissimo da attori e registi, che ha cambiato profondamente la definizione di caratterista nel panorama del cinema italiano. Molti i colleghi intervenuti per ricordarlo; tra questi Carlo Verdone, che ha speso per lui alcune parole in un post su Facebook in cui parla proprio del famoso viaggio per Cracovia: «Cari amici, chi ha amato Un Sacco Bello non potrà non esser triste per la scomparsa di Renato Scarpa per un improvviso malore. Aveva anche lavorato con Massimo Troisi in Ricomincio da tre, e con tanti altri registi. Affettuoso, dotato di gran talento, aveva il dono della “misura”, cosa che non tutti gli attori hanno. In questa scena – quella della foto allegata all’omaggio – tentavo di convincerlo a partire per Cracovia con le calze di seta e le penne a biro. Fantastico compagno di lavoro lo ringrazio ancora per esser venuto il giorno dell’ inaugurazione di una targa al Palo della morte in Via Giovanni Conti (zona Val Melaina) a Roma, targa che celebrava quel film. Fummo molto orgogliosi perché non ci aspettavamo il grande bagno di folla che ci fu. Ringrazio ancora questo caro amico che mi ha aiutato nella mia opera prima con garbo, affetto e talento. Persone così umili e gentili nel loro grande talento non ci sono più. Resterà sempre nei miei più bei ricordi. E credo anche, se avete amato quella pellicola, nella vostra memoria».

Foto: Medusa Distribuzione




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