Esclusiva – Dal set alla natura selvaggia: intervista a Shawn Dou, divo dei due mondi

Il suo nome non dovrebbe suonare nuovo al pubblico italiano, che ha avuto modo di vederlo all’opera sul grande schermo come protagonista del kolossal L’ultimo lupo, diretto da Jean-Jacques Annaud. Ma in Cina, dove è nato ed è tornato da adulto – dopo essere cresciuto in Canada – per intraprendere la carriera di attore, Shawn Dou è una delle star più grandi sia del piccolo che del grande schermo, con all’attivo successi come Wolf Totem e Youth Dinner. Senza dimenticare il film che lo ha reso celebre, Under the Hawthorn Tree di Zhāng Yìmóu.

Lo abbiamo intervistato in esclusiva per l’Italia in occasione del lancio di una campagna pubblicitaria della quale è protagonista. Considerata la particolare situazione del mercato mondiale del cinema, che in questa fase è dominato dalle produzioni cinesi (la Cina è l’unico paese ad essere realmente tornato agli standard di pubblico pre-Covid), l’occasione di parlare con uno dei suoi volti più popolari era particolarmente ghiotta.

Sei stato scelto dal regista Zhāng Yìmóu come protagonista del suo film Under The Hawthorn Tree mentre stavi ancora frequentando la Beijing Film Academy. In che modo questo evento ha cambiato la tua vita e quanto è stato importante essere diretto da un regista così importante alla tua prima prova attoriale da professionista?«Feci un provino per il film quando ero ancora una matricola all’Academy. Non avevo letto il libro da cui il film era tratto, ma riuscii a ottenere la parte dopo una serie di audizioni e selezioni. Fu un’esperienza incredibile per uno studente del college che era appena tornato in Cina dal Canada. Perfino i miei professori rimasero sconvolti, quando gli organizzatori delle riprese si presentarono da loro per calendarizzare i miei congedi affinché potessi girare il film. Credo che un attore al suo primo film non possa chiedere di meglio di essere diretto da un regista come Zhāng Yìmóu. I primi venti ciak li recitavamo a macchine da presa spente. Solamente dopo una trentina di prove iniziavamo a girare la scena. Una volta abbiamo raggiunto i 92 ciak. Sarò sempre grato per quella prima esperienza, non la dimenticherò mai. Purtroppo, oggi non si lavora più con quella libertà, si ha meno tempo per provare ed esplorare il proprio personaggio e le sue emozioni». 
Shawn Dou in Under the Hawthorn Tree (2010)
Nel 2015 hai lavorato con un altro grande Maestro del cinema mondiale, Jean-Jacques Annaud, nel film L’ultimo lupo, il tuo primo successo internazionale. Com’è stata l’esperienza sul set insieme a lui e in che modo il successo del film ha cambiato la tua carriera?«È stato molto stimolante e motivante conoscere lo spirito della cultura nomade e del lupo per prepararmi al mio ruolo. Ho imparato a rispettare di più la natura. Avevo letto il romanzo da cui è tratto il film prima di iniziare le riprese, sapevo quanto il lupo, in quanto totem, fosse importante per la gente della Mongolia, così come sapevo del loro rispetto nei confronti del Dio della Prateria e di Tengri. Jean-Jacques è un regista energico e una persona piacevole, durante le riprese amava stare a contatto con la natura e con gli animali. Un giorno, un forte rumore ha fatto spaventare il branco dei lupi e lui, senza scomporsi, ci ha invitati a non guardarli negli occhi, altrimenti ci avrebbero attaccati. Un episodio piuttosto spaventoso. Nonostante avesse superato i settant’anni, era sempre carico di energia, traevamo tutti ispirazione da lui».

Oltre che al cinema, hai ottenuto grandi successi in molte produzioni televisive cinesi, come con la serie Princess Agents, una produzione in costume talmente sontuosa che potrebbe competere con grandi successi internazionali come Il trono di spade. Credi che le serie TV cinesi dovrebbero avere più occasioni per essere scoperte e apprezzate dal pubblico occidentale?«Dal mio punto di vista, per essere apprezzate a livello internazionale, le serie TV cinesi dovrebbero introdurre in maniera più dettagliata la nostra cultura e le nostre tradizioni. Se non si conoscono le dinastie e i luoghi del nostro passato, agli occhi di un pubblico occidentale queste storie possono essere decisamente difficili da seguire. Dovremmo dare a quel pubblico delle basi storiche o mitologiche, magari introducendolo anche alle fiabe cinesi tradizionali, prima di poter condividere con loro le storie che raccontiamo».
Shawn Dou in Princess Agents (2017)
Stanno per uscire tre nuove serie e un film di cui sei protagonista. Quali altri progetti ci sono all’orizzonte per te e come credi che si evolverà la tua carriera nei prossimi anni?«Negli ultimi due anni ho lavorato quasi esclusivamente a progetti televisivi. Spero nei prossimi mesi di tornare a lavorare su qualche set cinematografico. Ma spero di avere anche il tempo libero sufficiente per potermi dedicare alle mie due più grandi passioni: l’equitazione e le arrampicate».

Fai parte della seconda stagione della campagna pubblicitaria Live in the Open di Canada Goose, basata sul rapporto delle persone con la natura. Cosa ti ha spinto a partecipare a questo progetto?«L’essere umano fa parte del mondo naturale e dalla natura noi traiamo energia. Anche per questo amo fare diverse attività all’aperto durante il mio tempo libero. Stare a contatto con la natura mi fa sentire molto piccolo e mi aiuta a comprendere l’origine di tutte le cose e lo schema che si dipana da essa. Quando comprendo il mio posto in questo schema e sento soltanto il mio respiro, riesco a vivere e a lavorare seguendone il ritmo, trovando la calma e il modo di gestire l’ansia legata al mio lavoro».
Shawn Dou nella campagna pubblicitaria Live in the Open di Canada Goose
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