Frank Matano presenta Tonno spiaggiato: «Per far ridere bisogna sentirsi in pericolo»

Lasciato dalla sua fidanzata Francesca (Marika Costabile), Francesco (Frank Matano) farebbe di tutto per riconquistarla. I suoi tentativi però si scontrano sempre con dei sonori fiaschi, finché nella mente di Francesco prende vita un progetto insano: uccidere un membro della famiglia dell’amata per far sì che avvenga un funerale nel quale poterla riconquistare. La prescelta è la scatenata nonna di lei, zia Nanna (Lucia Guzzardi), ma farla fuori non sarà affatto semplice e il proposito di Francesco si rivelerà tutt’altro che incrollabile. Anche a causa dell’esuberanza dell’anziana donna, completamente fuori di testa.
Tonno spiaggiato, il film con protagonista Frank Matano in uscita il prossimo 10 maggio in 300 copie per Vision Distribution, ha una trama che solo a leggerla rivela il tentativo di impostare una commedia cartoonesca su uno spunto crudele, perfino sgradevole: un surrealismo macabro e un po’ spiazzante che il titolo non fa amplificare sornionamente e che trova un riscontro perfetto nei tanti momenti sopra le righe del film, coreografato con estrema follia, come di rado accade alle commedie italiane.
«Il titolo secondo noi descrive molto bene il film da un punto di vista anche sonoro – esordisce Matteo Martinez, sodale di Matano da molti anni e suo “braccio” a tutti gli effetti, presentando il film alla stampa – Abbiamo pensato: è una cazzata, ma ti rimane in testa! Volevamo una cosa diversa ma anche divertente. Avendo costantemente un contatto diretto col pubblico volevamo chiederci, attraverso il web, fino a dove potevamo spingerci e quanto fossimo legittimati a fare certe cose. Sia io che Frank crediamo che non è cosa si dice, ma come lo si dice a fare tutta la differenza».
  
«Il legame diretto col web ti aiuta a non essere autoreferenziale, a non fare cose che farebbero ridere solo da te, che per me è davvero l’anti-risata – fa eco al suo regista Matano, tra gli youtuber più rappresentativi di casa nostra con dalla sua milioni di visualizzazioni, conquistate a suon di esperimenti sociali e scherzi telefonici – Però a me non far ridere, devo confessarlo, piace ! Ho fatto stand-up a Los Angeles, ma far ridere in inglese è come suonare un altro strumento, qualcosa di completamente diverso. Non hai certezze quando fai comicità in un altra lingua e far ridere davvero credo che voglia dire anche sentirsi in pericolo. Trovandomi in un paese straniero ho provato a far ridere e ci sono riuscito a metà, il che è già un grosso risultato! Far ridere a metà è qualcosa di molto vicino a far ridere del tutto».
La vera sorpresa del film è la zia Nanna di Lucia Guzzardi, attrice siciliana novantenne che ha alle spalle una solida carriera e che ha doppiato, per esempio, tante dive italiane in dialetto siciliano, su tutte Claudia Cardinale ne I soliti ignoti e L’audace colpo dei soliti ignoti. «Lucia Guzzardi è stata un miracolo per noi – racconta Matano – abbiamo fatto i casting ed è venuta questa signora di 91 anni («90 anni e 4 mesi! E mi avete fatto lavorare a quest’età, con la febbre a 38°», precisa lei). Noi pensiamo che sia una delle migliori attrici comiche over 90 del mondo. Non c’è competizione. Ci sono molte persone divertenti in Italia, ma non capisco perché non si vedono spesso».
L’esperta attrice, dal canto suo, è entusiasta dell’esperienza sul set con Matano e Martinez, che hanno proposto un modello di commedia caustico e aggressivo, dove dietro l’apparente spensieratezza c’è comunque la voglia di ironizzare in maniera politicamente scorretta su temi che per tanta comicità sono tabù.  «Volevamo proporre modelli diversi di risata, che non fossero confinati solo e soltanto all’Italia, con possibilità di esportazione del prodotto – continua Matano – Sì, citiamo Tonio Cartonio e Maurizio Costanzo, ma la vera ambizione erano I Simpson perché anche loro fanno delle cose molto visive; la scommessa era poter avere un tono surreale che il pubblico accettasse e, una volta portato lo spettatore in quel recinto, muoversi in maniera estremamente libera. Dentro Tonno spiaggiato c’è tutto il nostro amore per l’umorismo nero». Dello stesso avviso il regista Martinez: «Amiamo le sitcom animate, tutto ciò che è spudoratamente grottesco e il misticismo superstizioso: volevamo scrivere questo film in tre giorni, ci abbiamo messo tre anni! Lo potremmo definire una black comedy, ma in realtà è commedia che aspira goffamente a essere una tragedia…».

«Nel film dico poco e niente – prosegue Matano – anzi direi che nelle prime settimane di riprese non parlavo proprio. Essendo la nostra una comicità molto visiva sapevo di dover avere tra le mani degli attori che potevano darmi il massimo: Lucia per esempio arrivava ogni giorno sul set con una faccia nuova, mi stupiva di continuo. In molte scene abbiamo lavorato in maniera esclusivamente grafica e quando ti muovi in questo senso è sempre un rischio, perché non sai cosa funzionerà o no». Il regista Martinez, invece, espone e fa suo un altro criterio per andare più o meno sul sicuro: «Se siamo arrivati noi alle lacrime con una cosa, partiamo dal presupposto che almeno un po’ deve far ridere anche gli altri, altrimenti siamo pazzi! Frank è un entusiasta e la sua sincerità passa da una maschera sempre leggera».
Il film ha chiaramente degli ulteriori modelli americani, dal frat pack ai fratelli Farrelly, mentre il regista preferisce tirare in ballo una fusione tra un pizzico di Batman e un po’ di Buster Keaton, ma anche una spruzzata di Rick & Morty e un granello di Hellzapoppin’. Matano, invece, pesca tra i suoi modelli aprendo il cassetto dei ricordi: «Quand’ero piccolo andavo ogni sei mesi in America a trovare i miei parenti, mio zio mi portava al cinema e i miei nonni ogni tanto mi mandavano delle vhs di film che erano usciti ancora solo là. Quando arrivò quella di Scemo & più scemo, la vidi miliardi di volte fino a consumarla. Ho adorato prima Jim Carrey, poi Ben Stiller, in generale sono ossessionato dai comici, ho un bisogno costante di capire cosa fa ridere e perché. Amo la stand-up ma non so chi è il mio comico preferito, vado a periodi, come con la musica. Di sicuro so che non voglio fare battute su cose che non conosco, per me è fondamentale non scherzare su aspetti sui quali sono ignorante».
Quando gli si chiede infine cosa consigliare ai giovani youtuber per emergere sul web, Matano tira fuori tutta la sua saggezza: «Se il fine è fare tante visite e visualizzazioni, io dico che non ce la farai. Forse puoi riuscirci non dei trucchetti, ma la cosa fondamentale è essere vitali, curiosi, distinguersi, fare ridere, essere totalmente attivi per venire fuori. Far ridere è qualcosa di estremamente complesso, non si capisce chi fa ridere e perché e in che età della vita si fa più ridere. Il consiglio che darei, in definitiva, è divertirsi ed essere curiosi. Oddio, parlo come Steve Jobs: Stay fun, stay foolish!».
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