Il Ca’ Foscari premia

Il cortometraggio Mama – Mother (Uzbekistan) di Abduazim Ilkhomjonov e Botir Abdurakhmonov, prodotto dall’Uzbekistan State Institute of Arts and Culture, è il vincitore del Concorso Internazionale dell’ottava edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival.

L’opera mette in scena i risvolti più drammatici dei conflitti armati all’interno del contesto famigliare, dove le donne di un villaggio rurale si preparano ad accogliere gli orfani di guerra, costretti ad abbandonare le proprie case in seguito ai violenti scontri sul fronte orientale. La giuria internazionale, quest’anno composta dai registi Roberta Torre, Hiroki Hayashi e Marcin Bortkiewicz, premia “la semplicità nella scelta di significati ed espressioni che aiutano a mostrare la tragedia impossibile da mostrare” con una scultura in vetro di Murano realizzata dal maestro vetraio Alessandro Mandruzzato.
Vince quindi il concorso internazionale un cortometraggio realistico e struggente, ma la giuria non ha mancato di premiare anche opere dai toni più introspettivi e soggettivi: la menzione speciale Volumina, dedicata al miglior contributo del cinema come arte, è stata infatti conferita all’animazione francese Astrale di Bérénice Motais de Narbonne. L’opera in stop motion segue il viaggio interiore di una ragazza alla scoperta della sua identità e della sua sessualità, premiata “per il coraggio di aver affrontato un tema particolare, che mantiene i propri limiti, ma che non ostacola l’amore familiare”.
Il Premio Levi per la miglior colonna sonora (musica, parola, suono) è stato conferito all’opera russa Parents Came to Me to Sri Lanka, di Vera Vodynski. Ambientato tra le splendide terre srilankesi, il cortometraggio mette in scena un difficile incontro inter-culturale tra i caldi colori di terre incontaminate e musiche suggestive.
La giuria ha riconosciuto “il livello artistico del risultato e l’originalità della concezione: uso sapiente di strumenti folk ed esotici (steel pan, dodgeridoo) per creare composizioni cinematografiche senza connotazioni documentaristiche; raffinate funzioni simboliche […], infine la cura dei rumori non standardizzati”.
Non meno importante è il premio Pateh Sabally, dedicato alla memoria del ragazzo del Gambia tragicamente scomparso nelle acque del Canal Grande e conferito dalla municipalità di Venezia all’opera dal contenuto più multiculturale.
Quest’anno vince A(U)N dell’indiano T.S. Prasanna, incentrato sul divertente incontro tra un fotografo e un indigeno tribale, premiato poiché “la situazione paradossale e, naturalmente, ironica, segna la volontà di superare le classiche barriere tra uomo e uomo e mette a fuoco la necessità della convivenza cordiale. Il messaggio è quello che sosteneva Martin Luther King: giudico le persone in base al loro principi, non ai miei”.
E ancora: il premio Olga Brunner Levi dedicato al miglior cortometraggio realizzato da studenti delle scuole superiori di secondo grado di tutto il mondo, vinto da Untitled di Alexander Puga e Monica Matute (USA, 2017), e il Music Video Competition dedicato a videoclip musicali realizzati da studenti di scuole di cinema internazionali, vinto dal kosovaro Oborri – Shine Your Light di Dritëro Mehmetaj.
Prima della consegna dei premi si è svolta la spettacolare performance dal vivo di Simona e Carlo Truzzi, tra i massimi interpreti al mondo della shadow art, l’arte delle ombre cinesi portata alla sua massima espressione.
 
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