#IoRestoACasa a vedere… I consigli di Michela Andreozzi e Luca Argentero

Dopo la lettera a cuore aperto di Gabriele Salvatores continuiamo con il nostro appuntamento dedicato ai suggerimenti dei protagonisti del cinema italiano sui film e le serie tv da vedere in questi giorni di isolamento. Oggi i consigli ce li danno l’attore Luca Argentero (Saturno contro, Noi e la Giulia, Brave ragazze) e la regista/attrice/sceneggiatrice Michela Andreozzi (Nove lune e mezza, Brave ragazze). 
LUCA ARGENTERO
Ho visto Hunters, è stata la mia prima serie di Amazon Prime Video. Ero attratto dalla presenza di Al Pacino e non mi ha deluso, anzi, mi ha affascinato. Mi ha ricordato un po’ L’uomo nell’alto castello, le suggestioni di Philip K. Dick, ma in una chiave più grafica, un po’ alla Zack Snyder. Poi ho visto ZeroZeroZero, su Sky: un lavoro gigantesco, colpisce la dimensione internazionale della produzione. È una serie bellissima e non vedo l’ora che arrivi il seguito. E ho visto pure Elite su Netflix, che forse è quella che ho “preferito di meno”… Cristina (Marino, la compagna di Luca Argentero, ndr) è più appassionata di me. Ma è uscita la nuova stagione, ci siamo attaccati a Netflix ed è comunque una serie intrigante, gli spagnoli si confermano in un momento produttivo molto felice.
MICHELA ANDREOZZI
A livello di cinema, abbiamo guardato molto il canale Cine34, che ha tutte le commedie degli anni ’80, quelle di cui spesso hai ancora le videocassette e che non passano quasi mai sulle piattaforme più moderne. Ho anche scoperto che è disponibile per tutti l’archivio dell’Istituto Luce, dove si trovano cose straordinarie, specie del cinema italiano degli inizi: invito tutti ad andare a spulciarlo, è pieno di chicche. Come serie TV abbiamo visto The Outsider, una serie prodotta da Jason Bateman e tratta da Stephen King. Gli attori non sono tra i più celebri, ma c’è una grande Cynthia Erivo, che sembra un po’ la Whoopi Goldberg di Ghost, ma in chiave drammatica e con la sindrome di Asperger. La serie in pratica parla del mito dell’uomo nero, che si porta via i bambini, ma in realtà il tema vero è la tendenza della provincia americana a voler trovare sempre un capro espiatorio quando succede qualcosa di brutto. È un po’ lenta ma fatta benissimo.
Quella che ci è piaciuta di più però è Hunters, con un grande Al Pacino e una strepitosa Carol Kane, che si meriterebbe qualunque premio per questo ruolo di ebrea anziana che interpreta… Tra l’altro parla di un tema poco noto, quello degli ex nazisti, responsabili degli orrori dei campi di concentramento ed emigrati in America nel dopoguerra, che finiscono per rifarsi una vita lì come scienziati. Un pezzo di storia vera ma quasi invisibile nel cinema, mi viene in mente solo un film degli anni ’70 chiamato I ragazzi venuti dal Brasile. È drammatico ma anche spiritoso in modo molto jewish, a tratti sembra un po’ “Gli Avengers ebrei contro i nazisti”. E sempre in tema di umorismo jewish ci sono piaciute molto La fantastica Signora Maisel, con la quale mi sono molto identificata, nonostante sia un tripudio della New York d’epoca e degli abiti di Dior…
E Il Metodo Kominski, con Micheal Douglas e Alan Arkin, che ha dei dialoghi fantastici. Per chiudere aggiungo After Life di Ricky Gervais che per me e mio marito (l’attore e regista Massimiliano Vado, ndr) è il più grande comico del mondo, almeno come stand-upper. Ben prima della quarantena, invece, ci eravamo divertiti con The New Pope e avevamo apprezzato 1994.
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