JFF Plus: Online Festival

Un festival itinerante in streaming ideato, gestito e presentato dalla Japan Foundation in 20 paesi del mondo, in collaborazione con le varie sedi estere, tra cui l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma. Dopo l’esordio in Asia lo scorso novembre, il JFF Plus: Online Festival – dove JFF sta per Japanese Film Festival – sta viaggiando nei 5 continenti e giungerà a fine febbraio anche in Italia con una selezione di 30 film giapponesi di successo, disponibili gratuitamente sulla nuova piattaforma interamente dedicata al Festival, tutti con sottotitoli in italiano o inglese.
Dal 26 febbraio al 7 marzo, 10 giorni di programmazione, 3 film al giorno in 3 fasce orarie, 30 film in totale accessibili gratuitamente online, video interviste, articoli, approfondimenti sul cinema giapponese (con sottotitoli in italiano) direttamente a casa tua per offrirti un posto in prima fila e un’emozione tutta da vivere e condividere con la grande comunità degli appassionati di cinema made in Japan.

Qui la piattaforma online
Il programma del Festival sarà reso noto nei giorni precedenti l’inizio del Festival:ogni film avrà un giorno e orario di proiezione e sarà fruibile per 24h a partire dall’orario stabilito. Allo scadere delle 24h dall’orario di inizio, non sarà più possibile vedere il film. Tre le sezioni all’interno della piattaforma che ospita il Festival, come le tre parole chiave che vi permetteranno di vivere questa straordinaria esperienza cinematografica: READ, WATCH, JOIN.
Leggi articoli e approfondimenti sul cinema giapponese. Guarda i film e le video-interviste ai registi condotte da Mark Schilling (critico cinematografico e giornalista, scrive per The Japan Times, Variety e Screen International). Entra a far parte della grande comunità di appassionati del cinema nipponico sparsi in tutto il mondo, senza rinunciare al comfort di casa tua.Dal 26 febbraio, mettiti comodo. Al resto ci pensiamo noi.Il JFF Plus: Online Festival è organizzato da: The Japan Foundation.

FILM in programma
Feature film
1) Our 30-Minute Sessions (2020) di HAGIWARA Kentaro
2) Little Nights, Little Love (2019) di IMAIZUMI Rikiya
3) The Great Passage (2013) di ISHII Yuya
4) Project Dreams – How to Build Mazinger Z’s Hangar (2020) di HANABUSA Tsutomu;
5) Café Funiculì Funiculà (2018) di TSUKAHARA Ayuko;
6) 0.5mm (2014) di ANDO Momoko;
7) Ecotherapy – Getaway Holiday (2014) e 8) A Story of Yonosuke (2013) di OKITA Shuichi;
9) Railways (2010) di NISHIKORI Yoshinari;
10) Lady Maiko (2014) di SUO Masayuki;
11) Stolen Identity (2018) di NAKATA Hideo;
12) Key of Life (2012) di UCHIDA Kenji;
13) Dance With Me (2019) di YAGUCHI Shinobu;
14) One Night (2019) di SHIRAISHI Kazuya;
15) Tremble All You Want (2017) di OHKU Akiko
Anime
16) Sumikkogurashi: Good to be in the Corner (2019) di Mankyu;
17) Production I.G Animation: Tokyo Marble Chocolate (2007) di SHIOTANI Naoyoshi;
Stop motion animation shorts
18) GON, THE LITTLE FOX (2015);
19) Moon of a Sleepless Night (2015);
20) Norman the Snowman – The Northern Light (2013) e 21) Norman the Snowman – On a Night of Shooting Stars (2016), diretti da YASHIRO Takeshi;
Production I.G Short Animations
22) Trecce (2015) di ITAZU Yoshimi;
23) Kick-Heart (2013) di YUASA Masaaki;
24) Li’l Spider Girl (2012) di KAIYA Toshihisa;
25) Drawer Hobs (2011) di KISE Kazuchika;
26) The Girl from the Other Side (2019) di KUBO Yutaro;
Documentari
27) Peace (2010) di SODA Kazuhiro;
28) Tora-san in Goto (2016) di OURA Masaru;
29) Tsukiji Wonderland (2016) di ENDO Naotaro;
Classici
30) The flavor of Green Tea over Rice/Il profumo del riso al tè verde (1952) di OZU Yasujiro.
E da non perdere… le CONVERSAZIONI con i registi Okita Shuichi, Shiraishi Kazuya, Soda Kazuhiro, Yashiro Takeshi e Imaizumi Rikiya
I film riflettono sia tematiche proprie della cultura e della società giapponesi sia riflessioni di carattere universale. Tra le prime si possono individuare la scrupolosa dedizione al lavoro e al rispetto per la struttura gerarchica aziendale o per i capostipiti di attività artistico-artigianali di lunga tradizione locale (Project Dreams – How to Build Mazinger Z’s Hangar, 2020; Railways, 2010; Lady Maiko, 2014, The Great Passage, 2013; Tora-san in Goto, 2016; Tsukiji Wonderland, 2016 e anche Il sapore del riso al tè verde, 1952).
Tra i temi universali – affrontati con stili, punti di vista e obiettivi alquanto diversi – quello della terza età (il già citato Ecotherapy – Getaway Holiday; 0,5 mm di Ando Momoko; Peace, Railways diretto nel 2010 da Nishikori Yoshinari); della meticolosa attenzione alla qualità del cibo (ricordiamo che la cucina giapponese – washoku – è stata inserita dall’UNESCO nella lista dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità dal 2013) con gli affascinanti documentari Tsukiji – sul mercato del pesce più grande del mondo – e Tora-san in Goto, un documentario girato pazientemente per oltre 22 anni che racconta di una grande famiglia di produttori di noodles.
E tra i temi universali non poteva mancare l’amore, declinato in tutte le forme: cotte adolescenziali (Tremble All You Want), litigi e riavvicinamenti di coppie adulte – mirabilmente descritte dal grande maestro Ozu Yasujro in Il sapore del riso al tè verde (1952) – amori incompresi come in Tokyo Marble Chocolate (animazione, 2007), capricciosi (Dance with me, 2019), tragici e sacrificali, come in One Night, (2019), incompiuti (Our 30-Minute Sessions).E poi c’è la magia del fantastico, con il suo grande potere taumaturgico di liberare le persone da incubi del passato, di permettere incontri impossibili (Caffè Funicolì Funicolà, Our 30-Minute Sessions, il mediometraggio di animazione Sumikkogurashi – diretto da Mankyu nel 2019 – i corti animati tra cui Drawer Hobs (2011) di Kise Kazuchika.
Altro tema di grande attualità e senza confini spaziali e temporali è quello del furto di identità – oggetto del thriller di Nakata Hideo Stolen Identity (2018) e della divertente commedia Key of Life (2012).
Una menzione particolare meritano i 4 cortometraggi in Stop Motion di Yashiro Takeshi, un professionista di questa tecnica di animazione che richiede grande attenzione ai particolari, straordinaria manualità per creare personaggi ed effetti reali ma anche per le riprese con la macchina fotografica. Si crea un personaggio inanimato (e anche qui abilità creative e manipolative non sono scontate), lo si muove progressivamente fotografandolo a ogni cambio di posizione, con un processo che richiede tempi lunghi e pazienza; la successiva proiezione in sequenza delle immagini riprese dall’obiettivo, dà l’illusione del movimento, ma per ogni secondo di animazione sono necessari 24 scatti fotografici.
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