Johnny c’è

Prima bloccato in hotel dai fan, e poi dai tantissimi giovanissimi e bambini in attesa da ore sul Red Carpet all’Auditorium, Johnny Depp arriva in ritardo alla Festa di Roma dove ha presentato il suo ultimo film Puffins.
Ospite della diciannovesima edizione di Alice nella città (“Con il Covid non eravamo preparati alla guerriglia urbana e a questo grande abbraccio da parte della città di Roma a Depp”, commentano Fabia Bettini e Gianluca Giannelli, i direttori di Alice) la superstar in questa web-series animata interpreta Johnny Puff.
Presta infatti la propria voce e i propri tratti somatici a questa pulcinella di mare protagonista dello spin-off di Arctic – Un’avventura glaciale (2019), prodotto da Iervolino & Lady Bacardi Entertaiment, e formato da 250 episodi realizzati in formato mobile-short content, della durata di cinque minuti ciascuno.
“Per prepararmi ho letto molti libri dello zoologo Desmond Morris, e ho cercato di capire a quali suoni i bambini piccoli reagivano di più. Mi sono documentato e ho studiato anche le facce strane per capire le loro reazioni. Quando ero piccolo, a cinque anni, vedevo tantissimi film muti da quelli di Buster Keaton a quelli di Charlie Chaplin. Film che hanno sempre rappresentato per me una grande sfida perché, senza le parole e i dialoghi, si cerca di comunicare qualcosa. È semplice dire ‘ti amo’, ma tirare fuori quel sentimento solamente attraverso gli occhi è molto più complicato”, dice Depp che, per farsi perdonare delle sue lunghissime risposte, dona il suo cappello e bacia la mano alla traduttrice.

Johnny Puff

In sala si ride per questi suoi brevi sketch. Risate che testimoniano, proprio come i mille fan che lo aspettano in visibilio, il lungo sodalizio che ha con il pubblico.
In particolare con i più giovani, grazie alle sue interpretazioni in film quali Edward mani di forbice (1990); Alice in wonderland (2010), i vari Pirati dei Caraibi e tanti altri. “Da attore ho affrontato diverse sfide con i miei vari personaggi- racconta-. Personaggi che poi sono stati accolti con grande gioia. Ho avuto una carriera molto interessante e mi piace fare film che vengano da qualcosa di molto semplice. Penso che Hollywood sia un posto dove andare in vacanza. C’è mancanza di conoscenza. Io preferisco fare qualcosa che mi interessa, con persone che abbiano qualcosa da dire, piuttosto che andare a lavorare in quella macchina vuota”.
Di cose interessanti ne ha sicuramente fatte molte, ma il suo orgoglio più grande sono i suoi figli. “Non c’è nulla al di sopra di questo”, dice e poi specifica: “Nel lavoro appartengo a quella scuola per cui l’attore non è mai completamente soddisfatto di quello che fa”.
Tornando ai Puffins, serie che è stata venduta in ben novanta paesi nel mondo, Iervolino racconta: “Sul formato la nostra azienda ha il primato in tutto il mondo. Ci siamo concentrati su un linguaggio nuovo, perfetto per le nuove generazioni. Un formato da cinque minuti nel quale ogni episodio è indipendente e ognuno di questi manda un messaggio educativo. L’episodio che abbiamo fatto vedere oggi, ovvero Il canto del tricheco, ci insegna a credere in noi stessi. Johnny ha prestato la sua voce inventando una nuova lingua. Insomma, facciamo il blockbuster del formato breve”. E Monika Bacardi: “Facciamo il made in Italy e lo esportiamo in tutto il mondo”.
Vietate le domande sulla sua vita privata (sottotesto: non chiedete nulla sulla battaglia legale in corso con l’ex moglie Amber Heard) si è parlato solo di cinema.
E lo si continuerà a fare stasera nel corso della masterclass che la superstar terrà all’Auditorium di Via della Conciliazione, dove i biglietti sono andati a ruba. Argomento: sempre e solo cinema. D’altronde Johnny Depp è il cinema.
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