Joker: il vero messaggio dietro il cinecomics di Todd Phillips

Ogni spettatore ha trovato in Joker una chiave di lettura completamente diversa, che oscilla tra i tanti problemi che oggi affliggono la società. Si passa da chi percepisce il film come una pesante critica nei confronti delle istituzioni americane, che affronta anche una feroce critica politica, a chi invece ha visto nelle gesta di Arthur Fleck solo un’interessante riflessione sulla follia. Elemento, questo, che ha portato anche il film di Todd Phillips ad essere piuttosto controverso, spaccando il pubblico tra chi ha gradito questa rappresentazione e chi ha avuto un forte rifiuto di fronte all’esplosione di violenza manifestata nelle sue sequenze. 

Molte sono, dunque, le interpretazioni che il lungometraggio con Joaquin Phoenix ha da offrire e non c’è davvero una che prevalga sull’altra. Tutto dipende dalle suggestioni che il mix tra delirio e realtà provoca nello spettatore. Todd Phillips, però, ha strutturato la sceneggiatura partendo da un messaggio di fondo ancora più intenso e affatto banale. Qual è dunque il fulcro su cui l’autore ha fatto ruotare l’intera storia dedicata ad uno dei villain per eccellenza?

Stando a quanto dichiarato dallo stesso Phillips, l’intero script di Joker si basa, essenzialmente, sulla totale mancanza di empatia che sembra affliggere la società contemporanea. Sebbene, infatti, Joker sia ambientato in un’ideale Gotham degli anni ’80, è evidente che ogni elemento inserito nella storia rimanda quasi alla perfezione alla nostra società, alla realtà che stiamo vivendo. E secondo il punto di vista del regista, è il disinteresse vero il prossimo che ormai caratterizza la vita di tutti i giorni:

«Questo è stato il primo tema di cui ho parlato con Scott Silver quando abbiamo analizzato l’idea. Fin da subito abbiamo affrontato la mancanza, o forse sarebbe più giusto dire la perdita, di empatia. Quella che tutti possiamo sentire nel mondo. Questa era la prima idea. Tutto il resto è stato costruito su queste fondamenta, su come sarebbe crescere in un posto in cui si soffre la totale mancanza di empatia. Abbiamo pensato alla nostra versione di Gotham come un posto oscuro, freddo e pieno di persone a cui non frega un ca**o del prossimo. È da qui che scaturisce questo villain.»

Fonte: CB

Foto: Warner Bros.

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