Lucca Changes 2020, Christopher Paolini sceneggiatore del film tratto da Dormire in un mare di stelle

È partita oggi Lucca Changes 2020, la versione digitale e online del Lucca Comics & Games, una manifestazione che ha saputo adattarsi ai tempi e a superare ogni ostacolo che il Covid ha messo sulla sua strada. Uno degli eventi più importanti della prima giornata è stato l’incontro con Christopher Paolini che, dopo la saga di Eragon (oltre 40 milioni di copie vendute), presenta Dormire in un mare di stelle, un romanzo sci-fi a cui ha lavorato per dieci anni e il cui secondo e ultimo volume è appena arrivato nelle librerie italiane. Durante l’incontro rigorosamente online, Paolini a dialogato con il collega Francesco Dimitri, l’autore de il potere della meraviglia. Ecco cosa è emerso da questa chiacchierata tra scrittori appassionati di fantastico

Lucca Changes 2020 Christopher Paolini
Hai impiegato dieci anni per realizzare questo libro. Un arco di tempo molto lungo durante il quale l’idea sarà cambiata moltissimo sia perché influenzata dai cambiamenti del mondo attorno ma anche da come sei cambiato tu…
«Ho avuto la prima idea per scrivere il libro Dormire in un mare di stelle nel 2006 quando stavo lavorando a Brisinger. Non ho iniziato però a scriverlo subito, ma quando ho finito la saga di Eragon tra il 2011 1 il 2012. Solo allora ho iniziato a scrivere il libro. Già ero diverso allora rispetto a quando ho avuto la prima idea, immaginatevi come sono diverso adesso. Sono cambiato molto da quando ho scritto alcune parti del libro che a leggerle adesso non mi piacciono più molto. Oggi le scriverei diversamente. I mutamenti del mondo che ho visto finoraperò non hanno condizionato la mia scrittura. Non voglio scrivere libri che possano deprimere le persone».

Quanto è importante la speranza all’interno del libro? Il fatto che la speranza venga considerata controcorrente rispetto alla cultura mainstream, ovvero che non è un tema dominante da affrontare nella vita quotidiana, la dice molto sull’epoca in cui viviamo. Nonostante la pandemia, nonostante tutte le difficoltà di quest’anno, questo è un’epoca d’oro per essere vivi, perché la scienza, la tecnologia e l’informatica, tutto ciò che ruota attorno alle scoperte dell’uomo, ci permettono di vivere meglio di quanto fosse possibile prima. Se penso a quando mio nonno, che è di Bologna, mi raccontava del suo passato, di quando doveva evitare i proiettili durante la guerra e dei viaggi rocamboleschi con la sua famiglia, fino a quando è partito per l’America per rifarsi una vita da zero… penso che quelle fossero vere difficoltà. Oggi, poter guardare in avanti al futuro dell’umanità verso le stelle, verso quello che ancora abbiamo da raggiungere ci dovrebbe far pensare al futuro in maniera positiva. Incontrato dei lettori che mi hanno confidato che leggere i miei libri li hanno aiutati a superare momenti difficili mi fa pensare che come narratori abbiamo la responsabilità di rendere il mondo migliore, di dare ottimismo, di essere utili ai lettori. Dobbiamo realizzare qualcosa che possa agire per il bene per loro e non che li faccia deprimere.

Quali differenze di sono tra fantasy e sci-fi?Ci sono grandi differenze tra la fantascienza e il fantasy. In linea di massima la fantascienza guarda ad un futuro possibile mentre il fantasy è più un genere nostalgico, a ciò che era o che avrebbe potuto essere. Mi è stato utile sviluppare degli elementi narrativi  nella scrittura del fantasy che poi ho in effetti utilizzato anche per la fantascienza.

Si potrebbe quindi dire che al magia sta al fantasy come la scienza sta allo sci-fi…La magia all’interno di una storia fantastica è un sistema naturale, cioè è un sistema che in maniera organica e coerente spiega come si sviluppa l’energia di quel mondo. Allo stesso modo funziona la scienza all’interno di un libro di fantascienza perché giustifica ciò che succede all’interno di quel mondo. Citando Arthur Clarke (2001 Odissea nello spazio): “Qualunque tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia”. Io aggiungo: “qualunque magia resa comprensibile diventerebbe indistinguibile dalla scienza”. Sapendo com’è l’umanità è ovvio pensare che se avesse accesso a un sistema magico cercherebbe di smontarlo per capirne il funzionamento.

Ricollegandomi al concetto di fantasy e fantascienza, è interessante pensare al fatto che da ragazzino hai scritto fantasy e da adulto sei passato alla fantascienza.Forse dipende dal fatto che gli Stati Uniti non hanno molta storia. Io sono cresciuto in una fattoria che ha circa 86 anni ed è quasi vecchia quanto lo Stato del Montan. Il fantasy mi permetteva di avere un collegamento con il passato e con una storia più antica. Inoltre il fantasy ha molto contatto con la natura ed era un’ambientazione in cui mi ritrovavo perché sono cresciuto immerso nel verde. Ora che sono cresciuto e faccio una vita diversa la fantascienza mi da speranza nel futuro. Sono curioso e mi permette di esplorare questa curiosità e visto che non posso esplorare l’universo lo faccio scrivendo.

Ci sono tecnologie positive e negative. Quali sono quelle che ti piacciono e quelle che ti incutono timore?Per me è positiva la fusione nucleare, e non la fissione che invece mi preoccupa, perché potrebbe essere una fonte di energia utile per i viaggi interstellari in futuro. Vorrei che ci fossero più scoperte nella medicina per permettere un ulteriore prolungamento della vita umana. Mentre mi preoccupa nel futuro à la difficoltà dell’uomo oggi a mantenere la propria individualità, a proteggersi da tecnologie invadenti della privacy, il controllo dell’informazione. Il problema è che non abbiamo più una frontiera da esplorare, ci manca un luogo selvaggio dove poter ripartire. Abbiamo lo Spazio, ma è una frontiera molto lontana e dovremmo sfruttarlo meglio.

Come possiamo definire questo libro, che è una storia sì di un primo contatto con culture aliene ma che contiene anche molto altro…È vero che parla di un primo contatto, ma non l’ho mai visto sotto questo aspetto. In realtà penso che un giorno potrebbe accadere davvero di avere un contatto tra noi esseri umani e altre creature. Vorrei che fosse pacifico ma non ho la pretesa di essere così ottimista perché qualunque popolazione aliena per quanto diversa sicuramente dovrà lottare con le stesse difficoltà con le quali lottiamo noi: le risorse naturali, i conflitti interni, capacità di riproduzione… Perciò, chiunque riesca a compiere un viaggio nello spazio per arrivare fino a noi non vorrà un incontro di sola fratellanza. ma spero di sbagliarmi…

Quali sono le fonti filosofiche nel tuo libro?Ci sono tante influenze diverse, non ce n’è una in particolare. Amo molto Carl Sagan, Epicuro e il libro Beouwulf che contiene diverse riflessioni filosofiche come lo scopo della vita umana, a cosa aspiriamo e come vorremmo essere ricordati dopo la morte. Molto di quello che è scritto nel libro deriva dal mio osservare il mondo. La gente dice spesso che se incontrassimo degli alieni sarebbero molto diversi da noi. Forse, ma in questo nostro mondo c’è già una varietà straordinaria di creature viventi con le quali viviamo (indica il cane che gli si è accoccolato in braccio) e forse allo stesso modo noi esseri umani possiamo trovare un modo per convivere pacificamente con loro.

Quali sono le differenze da quando eri un ragazzino che scriveva fantasy ad oggi che sei uno scrittore adulto.
Intanto sono molto più disciplinato di quanto non fossi da ragazzino nei primi libri. Nel lavoro, nelle ricerche che faccio prima di scrivere e che davvero paga, si vede nella qualità finita del lavoro. Uno svantaggio che ha uno scrittore giovane è quello dell’inesperienza, dovuta proprio alla giovane età. Più vivi e più puoi portare di tuo nei tuoi libri.

Qual è la parte più personale del tuo libro?Ho scritto basandomi su quello che sentivo, sulla vita che ho vissuto, sulle esperienze che ho avuto e su quello che ho osservato del mondo. Ho fatto più volte riferimento all’ultima scena del libro che non spoilero ma che racchiude sia un senso di trionfo che di perdita, temi molto importanti da affrontare per me così come quello della perdita dell’autonomia del nostro corpo. Prima o poi ci dobbiamo avere a che fare o perché stiamo male o perch siamo diventati anziani. Volevo far vedere come il protagonista poteva relazionarsi con esso.

Questo periodo di lockdown ti ha creato problemi o ti ha aiutato come scrittore?
Non ho avuto difficoltà a scrivere, è quello che mi piace fare ed è il mood in cui interpreto il mondo e gli do senso. Ho scritto molto durante il lockdown e sono stato molto produttivo. Da giovane non andavo a scuola e studiavo a casa e quindi sono abituato al concetto di isolamento. L’unica cosa che mi è spiaciuto è di non aver potuto venire in Europa a incontrare i miei fan.

Ci sono autori o libri che ti piacciono e che ti hanno ispirato nel tuo lavoro
Solo per citarne alucni…Dune di Frank Herbert, Arthur Clarke, la serie di Hyperion di Dan Simmons, Ray Bradbury, Il senso di Smilla per la neve di Peter Høeg, lo Star Trek originale, Babylon 5, Battlestar Galattica e i videogiochi di Massive attack, di cui sono un grande fan, e lo show originale dellla BBC Il prigioniero.

Cos’altro leggi oltre a fantasy e fantascienza?I leggo qualsiasi cosa… I sonetti di Shakesperare, Tolstoj, libri di saggistica su come migliorare la scrittura, crime stories (no horror). L’importante è che sia una buona storia. 

E come fai a capire quando una storia è buona?
Dipende dalle idee, se lo stile è buono, ma soprattutto se funziona, se mi fa provare un’emozione. È questo quello che per me è davvero importante in una storia.

Speranze per il futuro?Spero di riuscire a scrivere più velocemente di quanto ho scritto Dormire in un mare di stello, spero di poter emozionare i miei lettori e di potermi migliorare. Spero anche che i miei libri vendano bene perché è di questo che vivo, ma soprattutto spero di essere bravo nella mia nuova avventura come sceneggiatore visto che sto realizzando la sceneggiatura per un film tratto dal mio libro. E spero che la pandemia possa finalmente scomparire così che possiamo tutti tornare a rilassarci.

Dormire in un mare di stelle – Volume 1 e 2

È l’ultima missione nello spazio per la scienziata Kira Navárez. Semplici rilievi di routine su un pianeta non ancora colonizzato. Il sogno di un futuro d’amore con Alan sta per realizzarsi. Ma il giorno della partenza accade qualcosa di inatteso. Qualcosa di terribile. Spinta dalla curiosità, Kira si imbatte in un reperto alieno. Il terrore la invade quando il pulviscolo intorno a lei comincia a muoversi. Una guerra universale è alle porte, e Kira è trascinata nelle profondità della galassia in un’odissea di scoperte e trasformazioni. Lei ha dalla sua compagni formidabili e un coraggio immenso. Ma soltanto fidandosi davvero di se stessa potrà affrontare il destino a cui è chiamata e combattere per i propri simili.

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