L’uomo che inventò il futuro: guardate il corto di Ferzan Özpetek con protagonista Filippo Nigro

Un padre e suo figlio. Due mondi distanti ma uniti dalla stessa storia. È il leitmotiv che accompagna i 10 minuti di L’uomo che inventò il futuro, cortometraggio diretto da Ferzan Özpetek per Banca Mediolanum e basato su un’idea originale dell’agenzia Armando Testa. Un dialogo tra due generazioni in cui il ruolo del genitore è affidato all’attore romano Filippo Nigro, con il quale il regista rinnova la collaborazione dopo averlo diretto nei suoi film Le fate ignoranti, La finestra di fronte e il più recente La dea fortuna. Nei panni del figlio adolescente troviamo invece l’attore esordiente Enea Barozzi.

Il corto si apre con un padre che dà la buonanotte al figlio, distratto da un videogioco, nell’atmosfera distaccata di una sera come tante. Una battuta in più nel tentativo di approcciare un dialogo, ma il ragazzo non alza lo sguardo dalla console. E proprio mentre l’uomo sta per chiudersi la porta alle spalle, il figlio accenna un: «Non aspetti la mamma?».

Il padre vede aprirsi uno spiraglio e ne approfitta per instaurare un dialogo tra due mondi, quello di un adulto e di un diciassettenne, che molto spesso hanno pochi punti di contatto: «Tu invece non hai scuola domani?». Ma il figlio risponde con sufficienza: «Capirai…».

La replica suona come un campanello d’allarme. Così il padre avverte la necessità di spiegare al giovane quanto siano importanti gli strumenti per determinare il proprio futuro. Un futuro che, soprattutto oggi, i giovani fanno sempre più fatica a immaginare e a vivere come un’opportunità.

Per trasmettere al figlio questi principi e catturare la sua attenzione, decide di raccontargli una storia, L’uomo che inventò il futuro, per l’appunto. Un’epopea che parte da un tempo lontano, in cui gli uomini non avevano consapevolezza del futuro, e che attraversa le tappe principali della sua vita, mettendo in risalto i momenti e le persone che l’hanno segnata: dal confronto con la madre e la compagna, fino alla costruzione di una famiglia propria.

Potete guardarlo qui di seguito:

«Abbiamo affidato questo film poetico ed elegante alla maestria di un grande regista, come Ferzan Özpetek, il quale da sempre sa cogliere i tratti dell’animo umano e, in questo modo, entra in contatto con le persone», afferma Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum.

«Attraverso questa operazione abbiamo voluto superare i canoni e i linguaggi di comunicazione più istituzionali e tradizionali seguendo la strada, già tracciata lo scorso anno, del branded content e divenendo mecenate del cortometraggio d’autore, con la volontà di enfatizzare l’importanza della pianificazione patrimoniale nella programmazione finanziaria del proprio futuro».




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