Note di regia di “Albanian Symphony”

“Albanian Symphony” narra una vicenda che si potrebbe definire intimista: la storia dell’incontro, dopo venti anni, di due sorellastre, una italiana, l’altra albanese.
La narrazione si evolve attraverso il punto di vista della sorella italiana, Giada, tormentata da un incubo in cui, ad un certo punto, compare un’inquietante figura femminile che resta sfuocata. Nel finale, l’incubo si trasforma in un bellissimo sogno: la figura sfuocata si rivela essere la sorellastra albanese; le due ragazze danno vita ad un intenso abbraccio.
La vicenda intimista introduce una seconda e più complessa chiave di lettura: l’incubo che Giada vive è una metafora dei rapporti difficili che l’Italia ha avuto in passato con l’Albania e, più ampiamente, con i paesi slavi. In particolare, si intende riferirsi alle politiche aggressive del fascismo italiano nei confronti dell’Albania e della Jugoslavia: in questo senso, l’incubo di Giada vuole rappresentare la pesante eredità di questo passato.
Il finale si apre alla speranza: l’abbraccio tra le due donne vuole esprimere i valori della solidarietà, della fratellanza, dell’incontro tra i popoli.

Costantino Maiani




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