Separate alla meta

“Questo è un film sulla separazione e sul dolore che comporta. Per crescere, bisogna farsi del male, rinunciare ad un pezzo di se stessi. Ho cercato un’immagine che rappresentasse al meglio questo concetto e l’ho trovata: due gemelle siamesi appena maggiorenni che scoprono di potersi dividere”.
Edoardo De Angelis parla di Indivisibili, il suo nuovo film che la Mostra di Venezia (dove il regista ritorna due anni dopo Perez) ospita alle Giornate degli Autori: la storia è quella di Viola e Dasy (le esordienti Angela e Marianna Fontana), gemelle siamesi attaccate per il bacino che cantano ai matrimoni e alle feste. Grazie alle loro esibizioni, danno da vivere a tutta la famiglia: in primis al padre “impresario” Peppe (Massimiliano Rossi), che però poi quei soldi se li gioca al videopoker, poi alla mamma Titti (Antonia Truppo), insoddisfatta e strafumata, infine allo zio Nando (Marco Mario De Notaris) e a Nunzio (Tony Laudadio). La vita, lungo il litorale domizio, scorre sotto il segno di questa “normalità” per le due ragazze, da poco maggiorenni, che accettano per inerzia anche di essere sfruttate a fini “taumaturgici”. Saranno due inaspettati incontri – con un famoso agente (Gaetano Bruno) e con un chirurgo convinto di poterle dividere (Peppe Servillo) – a dare un’improvvisa scossa alle loro esistenze.
“Ho scelto le gemelle Fontana perché mi servivano due ragazze che, guardate singolarmente, dovevano essere belle per permettermi di realizzare quell’equilibrio tra attrazione e repulsione che è la cifra estetica di ogni inquadratura che compongo. In fondo io vedo così anche il mondo: sempre in bilico tra la bellezza e la bruttezza”.
Sceneggiata napoletana in chiave anti e iperrealista, Indivisibili – che Medusa porterà nelle sale dal 29 settembre – si avvale anche delle musiche originali (e delle già note Mane e mane e Tutt’egual song’ ‘e criature) di Enzo Avitabile.
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