Sing 2, canta Garth Jennings

“Ho quattro figli, e mi dicono sempre di abbassare la musica in casa. Sono cresciuto con una madre che teneva il rock ad alto volume, insomma, sono abituato! Anche la soundtrack va tenuta alta, i bambini conoscono nuovi artisti grazie a film come questi”. Parola del regista e sceneggiatore Garth Jennings, che ha inaugurato il 39° Torino Film Festival con il sequel d’animazione Sing 2, che arriverà nelle nostre sale il 23 dicembre con anteprime l’11 e il 12.
Regista di film (Guida galattica per autostoppisti) e videoclip (R.E.M., Coldplay, Blur, tra gli altri), Jennings raddoppia la fortunata esperienza di Sing, di cui fu co-regista nel 2016 (634 milioni di dollari al box office), ritrovando il koala impresario Buster Moon e gli altri animali canterini in procinto di passare dal piccolo New Moon Theatre all’enorme Crystal Tower Theatre per allestire una spettacolosa odissea nello spazio: il gorilla Johnny, la scrofa Rosita, la porcospino Ash, l’elefantessa Meena, il porcello Gunter e il toro Darius (Frank Matano nella versione italiana) ce la metteranno tutta, ma servirà il ritorno in scena del leggendario rocker Chris Calloway (Zucchero “Sugar” Fornaciari da noi, in originale Bono) per coronare i loro sogni.

SING 2

“Da quando ero bambino ho sempre amato musica. Mi piace la correlazione di cinema e musica, E.T. che parte con la bicicletta accompagnato dalla musica per me è il momento più bello. Facendo video musicali ho imparato a trovare idee non solo belle da vedere, ma che siano inseparabili dalla musica”, dice Jennings, che ha potuto contare sullo score firmato da Joby Talbot e arricchito dalle hit di Billie Eilish, Drake, The Weeknd, Prince, Taylor Swift, BTS, Cardi B. Dulcis in fundo, gli U2 con tre classici e l’inedita Your Song Saved My Life che tocca al Calloway di Bono Vox: “Un miracolo averlo a bordo. Non ha salvato solo la produzione di Buster ma anche il nostro Sing 2: ha prestato la voce a Chris, in più ha scritto una canzone per noi, bellissima, che narra il vissuto di Calloway, dandoci la fine del film. Qualcosa mai successo prima”.
Poi il regista e sceneggiatore si sofferma sull’aspetto emozionale: “Voglio sentire qualcosa quando vado a un vedere film, è l’essenza stessa del cinema provare emozioni, non necessariamente lacrime. Oggi con il computer lo stato dell’arte è elevato, ma le emozioni vengono dalla sceneggiatura, e non puoi evitarle quando hai a che fare con musica. Pertanto cerco storie che risuonino con l’universo emotivo di ciascuno di noi, provando a far sì che ogni personaggio incarni un’emozione diversa, qui filtrata dalla musica: per qualcuno è uno sprone all’autonomia, per un altro a evocare un dolore passato”.
Esaltante il cast vocale del film, con Matthew McConaughey, Reese Whiterspoon, Scarlett Johansson, ma collezionarle non è stato semplice: “Un processo giocoso e pasticciato, le registrazioni non erano contestuali con tutti gli attori, anzi, sono serviti quattro anni. Dovevamo trovare il ritmo giusto per l’universo emotivo. Nel caso di McConaughey che dà la voce a Buster Moon, abbiamo registrato per tre anni in vari momenti, e via via abbiamo costruito il film in base a queste registrazioni. Molto pasticciato come procedimento, ha veicolato tante emozioni e energie: sì, abbiamo sudato sette camicie”.
Ma com’è stato deciso l’abbinamento tra personaggi e attori, e ancor prima come sono stati selezionati gli animali? “I personaggi sono caricature, con tratti di personalità umane: certe volte stanno a pennello, altre per contrasto. Buster è volutamente un koala piccolo, per rendergli tutto più difficile, dall’acomodarsi alla scrivania a realizzare i propri grandi sogni!”.
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