STORIE DEL DORMIVEGLIA – Racconti dal Rostom

Alcune coordinate per approcciarsi al meglio alla visione: il Rostom è una struttura di accoglienza notturna per senzatetto situata nell’estrema periferia di una grande città; Luca Magi è il regista, già dietro la macchina da presa per l’intenso e delicato “Anita”; “Storie del dormiveglia” è il titolo del documentario, che dopo l’esordio – con premi – al Visions du Reel di Nyon ha ora fatto il suo esordio internazionale al Biografilm di Bologna.

Così recita la sinossi: dal buio, tra una sigaretta e l’altra, emergono i volti e le parole di chi resta nel dormitorio per una sola notte o di chi ne ha fatto la propria casa. Uomini e donne con un passato difficile, esiliati in un presente di perpetua attesa. Una galassia perduta a debita distanza dal passato e dal futuro.

Ci vuole tatto, empatia, capacità di ascolto e una notevole sensibilità per affrontare “interviste” non semplici e mai banali come quelle che animano “Storie del dormiveglia”, e Magi conferma di possedere tutte queste qualità.

Ci vuole – da parte dello spettatore – la giusta predisposizione per entrare in un racconto a tratti ostico, vuoi per le vite narrate, vuoi per il luogo e il modo in cui sono raccolte. Ma chi lo affronterà nel modo giusto verrà premiato.




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