Stranger Things: ecco perché l’epidemia da Covid-19 renderà la serie più bella di prima

È piuttosto difficile, se non impossibile, pronunciare una frase come “non tutto il male viene per nuocere” in riferimento alla drammatica pandemia che ha sconvolto il 2020 e che, ancora per qualche tempo (ci auguriamo il minore possibile), continuerà a far parte delle nostre vite. Ma per quanto riguarda la quarta stagione di Stranger Things, beh, è stato esattamente così.

La serie creata dai fratelli Duffer ha infatti subito dei consistenti slittamenti nella lavorazione dei nuovi episodi. Un po’ come è accaduto alla maggior parte degli show o dei film attualmente in sviluppo, che di volta in volta hanno dovuto riadattare le proprie tabelle di marcia ai vari provvedimenti governativi o ai frequenti casi di positività verificatisi all’interno degli staff.

Per tante produzioni è stato uno svantaggio, mentre per una, a quanto pare, l’effetto è stato l’opposto. Parlando dell’emergenza sanitaria ai microfoni di Collider, il produttore esecutivo Shawn Levy ha spiegato che i ritardi nella lavorazione hanno avuto un impatto davvero positivo su Stranger Things:

«Posso dire solo che la pandemia ha decisamente ritardato le riprese e quindi la data di lancio della quarta stagione è ancora da definire. Ma la cosa ha avuto un impatto molto positivo, perché ha consentito ai fratelli Duffer, per la prima volta in assoluto, di scrivere l’intera stagione prima di girarla e di avere anche il tempo di riscriverla. Cosa che non era mai successa prima d’ora. Quindi posso dire che la qualità della nuova sceneggiatura è davvero eccezionale. Forse è la migliore mai realizzata.»

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