TFF34 – Intervista a Maurizio Zaccaro, regista de "La felicità umana"

“Come è nata l’idea del documentario La Felicità Umana?”, spiega Maurizio Zaccaro nell’intervista concessaci a margine della presentazione al Torino Film Festival del suo ultmo lavoro. “Un po’ per caso. Facevo la spola tra Rimini, dove vivo, e Bologna, dove ha sede la Cineteca che aveva prodotto il mio precedente Come voglio che sia il mio futuro. Dal treno vedevo sempre un graffito, la frase ‘Nasci produci consuma muori’, uno slogan anarchico. Un giorno ho sentito dei quindicenni che la commentavano, era evidente anche a loro che quel destino che li attendeva non poteva essere la felicità”.

“La pubblicità di oggi è a prova di imbecille, nasce con il solo obiettivo di farti credere che sarai felice solo se avrai questo o quel prodotto. Il documentario è molto incentrato sul tema dell’economia, secondo me centrale per la felicità odierna. Anche la giovane suora di clausura che intervisto dice che questo sistema economico uccide. Non parla di dio, parla di economia!”.

“A questo si collega il discorso del ragazzo dell’Isis, che preferisce il disagio alla felicità, lo avvicina a dio. Solo così possiamo capire molto di quello che sta succedendo oggi. Bisogna sapere dove nascono le cose”.

“L’importante per me è che questo documentario raggiunga i giovani, spero molto in una distribuzione nelle scuole. Non è fatto per scopo di lucro. Le prime richieste stanno arrivando, sono contento”.




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