Torino svelata

Dal film d’apertura Sing2 – Sempre più forte di Garth Jennings, animazione con le voci di Frank Matano e Zucchero al premio Stella della Mole a Monica Bellucci; dal documentario (Clint Eastwood: a cinematic legacy) dedicato all’ultimo grande eroe del west all’ultimo film da lui diretto dal titolo Cry Macho fino al biopic, Aline di Valérie Lemercier, liberamente ispirato alla vita e alla cantante pop Céline Dion, che chiude il Torino Film Festival.
Sono tantissimi i film in programma dal 26 novembre al 4 dicembre di questa trentanovesima edizione. Un’edizione sicuramente più pop, perché “vogliamo offrire un panorama più ampio che si apra anche ai giovani”, afferma il direttore del festival Stefano Francia di Celle. E poi aggiunge: “Nei diversi film il tema della comunità è molto ricorrente. La possibilità del cinema è quella di essere inclusivo e di creare dialogo. Anche i temi della memoria e della rielaborazione del passato sono presenti in tante opere attraverso diverse immagini di archivio”.
Dodici i film in concorso. Si va dal coreano Aloners di Hong Seong-eun, sui turbamenti di una ragazza, al turco Between two dawns di Selman Nacar, film che affronta con sobrietà il tema della sicurezza sul lavoro, fino al canadese Le bruit des moteurs di Philippe Grégoire e all’argentino La chica nueva di Micaela Gonzalo. E poi ancora: Clara Sola di Nathalie Álvarez Mesén; il cinese The day is over di Rui Qi su quattro giovani ragazzine in un villaggio rurale della Cina; l’opera prima dell’attrice francese Sandrine Kiberlain dal titolo Une jeune fille qui va bien; il film di Matteo Fresi Il muto di Gallura, un western ambientato tra i monti e i boschi della Gallura; El Planeta di Amalia Ulman, deriva comica ed esistenziale di due donne che hanno perso il padre e il marito e La traversée di Florence Miailhe, cinema d’animazione pittorico e raffinato sulle tragiche vicende di chi è costretto ad emigrare. Infine anche Feathers di Omar El Zohairy, film surreale in cui il marito di una donna viene trasformato in un pollo, e Grosse Freiheit di Sebastian Meise, un melodramma sulla ricerca della libertà e dell’amore. In abbinamento con i lungometraggi di Torino 39 saranno presentati dodici cortometraggi inediti caratterizzati da una grande varietà tematica e stilistica.

Fuori concorso tanti italiani. Tra i titoli: Altri Padri, primo film di finzione del giornalista Mario Sesti con Chiara Francini; Bangla di Phaim Bhuiyan ed Emanuele Scaringi, dagli stessi autori del film rivelazione del 2019, serie che riprende le vicende di Phaim, un ragazzo italiano di origine bengalese, mussulmano, che vive a Torpignattara, quartiere multietnico della periferia romana; Blood on the crown di Davide Ferrario ispirato ai fatti storici avvenuti a Malta nel 1919;  La notte più lunga dell’anno di Simone Aleandri con Ambra Angiolini, Massimo Popolizio e Alessandro Haber.
E poi ancora: Il pranzo di Francesco di Pasquale Scimeca su Papa Francesco; The girl in the fountain di Antongiulio Panizzi con Monica Bellucci, che racconta e interpreta l’attrice svedese e musa felliniana Anita Ekberg; Quattordici giorni di Ivan Cotroneo su una coppia che sta per lasciarsi, protagonisti Carlotta Natoli e Thomas Trabacchi (coppia anche nella vita); Re Granchio di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis, nel quale gli autori de Il Solengo (miglior documentario italiano al TFF 2015) si lasciano nuovamente trasportare dai racconti dei cacciatori della Tuscia per nuove storie; l’opera prima Santa Lucia di Marco Chiappetta con Renato Carpentieri; La svolta di Riccardo Antonaroli su un giovane fumettista e la sua convivenza forzata con un criminale in fuga. Infine Il trafficante di Virus di Costanza Quatriglio che ripercorre le vicende di Ilaria Capua, interpretata da Anna Foglietta e ispirato all’omonimo libro della scienziata e Peeping Balla- Omaggio a Pietro Balla sul cinema di Pietro Balla.
Per L’incanto del Reale – Fuori Concorso tante opere traggono linfa creativa dalla realtà del presente e del passato ricorrendo in modo innovativo alle risorse degli archivi. Tra i titoli: C’è un soffio di vita soltanto di Matteo Botrugno e Daniele Colucchini su un ultranovantenne transessuale; Esterno Giorno di Luca Rea, il regista di Django&Django (il documentario-evento di Venezia 2021) una riflessione sul cinema attraverso le testimonianze di alcuni nomi dei nomi più noti del panorama italiano; Giovanna, storie di una voce di Chiara Ronchini, omaggio a Giovanna Marini, icona della musica folk italiana e protagonista della storia italiana e Il tempo rimasto, una riflessione sulla vecchiaia di Daniele Gaglianone.
Fuori Concorso – Surprise tanto cinema francese. Alcuni titoli: Bergman Island  di Mia Hansen-Løve; Jane par Charlotte di Charlotte Gainsbourg, su Jane Birkin, un’artista vista da un’artista, una madre vista da una figlia e Una madre, una figlia di Mahamat-Saleh Haroun sul tema dell’aborto.
Prosegue poi l’attenzione per le contaminazioni tra cinema e teatro con Tracce di Teatro/Il respiro della scena. Quest’anno ci sarà uno speciale dedicato ad Eduardo De Filippo con i due film di Edoardo De Angelis, che insieme a Natale in casa Cupiello compongono una sorta di trilogia che vede protagonista Sergio Castellitto, interprete dei ruoli che furono di Eduardo: Non ti pago e Sabato, Domenica e Lunedì. E poi l’evento speciale Eduardo e Noi, un’iniziativa ricca di interventi per riflettere sulla contemporaneità di un grande autore che ha segnato in maniera profonda la cultura italiana del Novecento.
Da segnalare anche le Masterclass con Monica Bellucci, Matilda De Angelis ed Elisabetta Sgarbi e il premio Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo del Cinema, che sarà conferito al regista Giuseppe Piccioni.
Tra le altre sezioni: lo spazio Incubator dedicato a nuove, inedite forme di cinema; Internazionale doc e Italiana.doc, il concorso dedicato al cinema documentario e Back To Life, che riporta alla vita film che per vari motivi segnano un passaggio importante nella storia del cinema.
“Alcuni film andranno su Mymovies. Per quest’edizione il budget è stato di 1 milione e 750mila euro in aumento rispetto allo scorso anno (1 milione e 200 mila euro). Quest’anno abbiamo fatto uno sforzo in più perché tornavamo in sala, ma è comunque ancora un anno di transizione”, conclude il direttore del festival Stefano Francia di Celle.
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